Ma sei un’incosciente!
Prima di tutto vorrei salutarvi tutti quanti con un caldo abbraccio, sia per chi ha notato la mia assenza sia per chi non se n’è accorto
La sottoscritta ha portato il suo conscio e il suo inconscio a fare una bella vacanza a Capo Verde. Sole, mare, natura dolce e aspra insieme, realtà colorate dove gli occhi grandi di un bimbo si sovrappongono alle assurdità di un popolo che viene travolto da un turismo in espansione esponenziale. Ma l’avventura mi attrae inesorabilmente e quindi ho deciso di fare di questa isola desertica la mia seconda patria.
"Ma tu sei un’incosciente!" ….mi sembra già di sentire le voci dei saggi che non potranno capire che solo rimettendosi in gioco e rischiando il certo per l’incerto si può sperare di crescere, di dare nuova linfa ai cervelli ormai atrofizzati da routine scelte da altri.
Sono provocatoria, come al solito
e, come al solito, approfitto di questa mia decisione per sottolineare una cosa nella quale ho imparato per esperienza a credere: non è dove sei che è importante, ma chi sei.
E io, nonostante non mi possa più definire una ragazzina, nonostante gli acciacchi dell’età comincino a farsi sentire, ho deciso che non smetterò mai di sperimentare situazioni nuove, anche a costo di sentirmi dare dell’incosciente. Certo sono pronta a scommettere che le stesse persone che oggi mi guardano strabiliate preparare i miei bagagli, rinunciare alle comodità del supermercato superaccessoriato, lasciare il divano comodo e il telecomando, abbandonare un paese dove basta aprire il rubinetto per vedere scorrere l’acqua …le stesse persone, se mi verranno a trovare fra un po’, quando sarò riuscita a ristrutturare la casa, a non dover fare più chilometri per trovare un internet cafè che un giorno va e tre no, quando finalmente l’allacciamento al sistema di acqua desalinizzata sarà in funzione, quando avrò capito i trucchi per fare la spesa senza aspettare che la nave arrivi una volta al mese ….le stesse persone, quando mi vedranno correre alla mattina lungo le spiagge incontaminate, essere felice a contatto con la natura, non sapere più cosa è lo smog, riuscire a dedicare parte della mia giornata esclusivamente alla mia passione di scrivere ….le stesse persone mi diranno "Ma come sei fortunata!"
Ancora provocazione? No, davvero. E’ solo la voglia di condividere con tutti quelli che ci credono o anche solo ci sperano, una realtà che da anni sto sperimentando su me stessa: la vita non è quello che il destino ci riserva, ma quella che ci sappiamo costruire, passo dopo passo, caduta dopo caduta, successo dopo successo.
La vita può essere una cosa meravigliosa, e se si impara ad ascoltare il nostro vero io, quella vocina dell’inconscio che attraverso messaggi vari cerca di fare capire a ciascuno di noi cosa ci fa star bene e cosa ci fa soffrire …. se si è pronti a rinunciare a quello che crediamo sia la serenità e la stabilità, e che spesso altro non è che abitudine ….se si è pronti ad essere un ribelle anche a 50 anni
…allora la vita è una cosa meravigliosa.
Sfatiamo questa storia che non si può essere incoscienti …forse è invece proprio il nostro inconscio, libero dalle menate del nostro conscio razionale, che ci suggerisce le scelte più felici. Forse sono scelte che hanno un certo rischio …ma ancora, non è forse meglio vivere di rimorsi che di rimpianti?
Alla prossima
con tanto affetto
Pat
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