Cervello e Mente

Tutto quello che non hai mai osato chiedere!

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2006
23
Lug

Buona Vacanza Inconscio!

di Patrizia Salvini



Certo che la nostra mente è proprio buffa a volte. Prova a ripensare all’ultima volta che hai avuto a che fare con una valigia. In fondo i gesti e il lavoro che ci stanno dietro non sono poi così diversi, sia che tu debba tirar giù la valigia dal ripiano alto (quello dove cerchi di arrivare alzandoti sulle punte dei piedi e ribadendo a te stessa che ci deve essere una qual differenza fra la tua statura e quella di un giocatore di basket) o rimettercela.Togliere i vestiti dalle grucce o riappenderli. Dare una botta di ferro da stiro o mettere tutto in lavatrice.

Eppure…

Che emozione preparare la valigia per le ferie! Non importa se ti arrabbi come una biscia perché sei sicura che quella magliettina era proprio lì e adesso devi rivoltare la cassettiera per ritrovarla, la maledetta. Non fa niente se ti eri ripromessa di portarti giusto due cose perché tanto sai che più di quello non indosserai, ma alla fine ti tocca atterrare tipo wrestling sul valigione che non ne vuol sapere di chiudersi, pensando per un attimo che se il tuo dirimpettaio ti vedesse sicuramente chiamerebbe il 113 perché la vicina di casa sta uccidendo qualcuno. 

Che problemi ci sono se quasi ti lussi una spalla trascinando la valigia giù dalle scale e se righi la carrozzeria dell’auto perché le valige rigide sono sì una bella sicurezza, ma chi le ha progettate non ha sicuramente valutato l’ingombro del portabagagli dell’utilitaria media e la legge di incompenetrabilità dei corpi.

Si parte! Si va in vacanza! Si da un taglio a tutto!

E le stesse cose che in situazione routinaria ti avrebbero fatto scattare come una jena pronta ad azzannare alla giugulare quello che va piano e poi sgomma e passa col SUO giallo e lascia te alle prese col TUO rosso; quello che al casello davanti a te, pur essendo in coda da mezz’ora, si ferma, porge il biglietto, legge la tariffa sul display, se la fa ripetere per sicurezza dal signore del gabbiottino, si toglie la cintura di sicurezza, fa strane contorsioni per estrarre il portafoglio dalla tasca posteriore dei pantaloni, lo apre osservandolo come se nel frattempo fosse diventato una porta spaziotemporale con il pianeta Jinkx e quindi chiede alla moglie se ha spiccioli, fruga nel cruscottino porta bibite dove probabilmente la moneta c’è, ma è appiccicata alla plastica da mesi di gocce di cola e canicola, finalmente da i soldi all’omino, aspetta il resto, si disarticola per riprendere il portafogli e per rimetterlo apposto con resto dentro, si riallaccia la cintura e riparte, lentamente, forse ha anche preso la pubblicità delle villette in val brembana dall’apposito espositore. Non ti urtano.

Se stai andando in vacanza, non fa niente, sei anche capace di sorridere, sperando in cuor tuo di ritrovarlo al rientro, così puoi tagliargli le gomme (anche quella di scorta)

E poi si arriva, non importa veramente dove, e fa niente se l’ampio monolocale comincia a darti un senso di calustrofobia solo perché ci hai “inserito” la tua valigia; se la doccia è esattamente del tipo che odi, con quella tendina che apparentemente sembrerebbe di plastica, ma sai già che si rivelerà una specie di mostro tipo blob che si avvinghierà intorno a te non appena ti sarai messa il docciaschiuma. Che importanza ha se le immediate vicinanze del mare si rivelano essere quei 4 – 5 km di sterrata polverosa senza un singolo albero per farti ombra. Dai ci servirà a fare un po’ di moto, vedi che gentili invece, ci sono pure le biciclette, useremo quelle, una volta riparate le immancabili gomme a terra.

Certo nell’angolo cottura o ci entri tu o ci entra la pentola della pasta, ma siamo in vacanza! Chi ha voglia di cucinare? Ci sono tanti di quei bei ristorantini sul lungomare. Certo sembrano tutti appartenere alla catena Savini, visto i prezzi, ma che importa, siamo in vacanza, godiamocela.

Certo il vicino di ombrellone che ascolta la radio e alza il volume ad ogni aggiornamento su calciopoli, neanche fosse il fratello di Moggi, potevamo anche risparmiarcelo. O la madre isterica che controlla su un orologio tipo Nasa quando scade il tempo per la digestione dei pargoli piangenti prima di fare il conto alla rovescia e dare l’ OK-Roger per il bagnetto.

Ma siamo in vacanza, dai! Niente e nessuno potrà scalfire la nostra voglia di rilassarci, il nostro obiettivo di goderci fino in fondo questi 15 giorni.

Ma ci rendiamo conto? Gli stessi eventi avrebbero scatenato in noi uno stress pauroso, attacchi d’ansia improvvisi e sarebbero stati definiti dagli specialisti uno stimolo stressorio di intensità sufficiente a giustificare la caduta in depressione.

 Ma siamo in vacanza, e la nostra percezione dei fatti è completamente diversa. In vacanza siamo problem-solving oriented

Sarà il ritorno ad essere tragico. Rientrando scopriremo che il nostro atteggiamento problem (senza solving) oriented è ancora lì, che ci aspetta fra il potus che è appassito e la polvere depositata sul telecomando TV.

Allora sai che c’è? Stavolta in vacanza ci mando il mio inconscio, voglio fargli capire che non è importante quello che ti succede, ma come lo affronti. So che non gli sono stata di grande aiuto durante questa prima metà dell’anno, ma voglio farmi perdonare.

Sì ti mando in vacanza inconscio, ma a un patto, che tu mi torni bello rilassato e con la voglia di affrontare settembre e gli altri mesi che verranno con lo stesso atteggiamento positivo, con un forte obiettivo che ci farà superare insieme tutte le rogne che la vita ci propina.

L’obiettivo non sarà di goderci la vacanza, ma di goderci la vita!

Patrizia Salvini

www.permigliorare.com

www.autostima.eu


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